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Partenza: Casa Marina, Località
Sottovenda – Comune di Galzignano Terme.
Lunghezza: Km 6 Dislivello
complessivo: 250 metri
Tempo medio percorr: 4 ore
Gradi di difficoltà: in alcuni tratti il sentiero
è impegnativo.
Stagioni più favorevoli: la primavera
e l'inverno.
PARTENZA: Casa Marina, Località
Sottovenda – Comune di Galzignano Terme. Provenendo da Faedo
e o da Galzinano Terme (strada cengolina) giunti a Passo Roverello
si prosegue seguendo le indicazioni “Via Roccolo”.
Dopo circa 1 km sulla destra si parcheggia in prossimità
della chiesetta dedicata a San Giovanni Gualberto patrono dei
forestali. A piedi si ritorna indietro per 50 m, si attraversa
la strada e si imbocca lo sterrato (Via Sottovenda). Superato
un gruppo di case ed oltrepassati i pilastri di un cancello si
è in prossimità di Casa Marina – Centro Visite
del Parco (a sinistra) punto di partenza del sentiero.
NOTE SUL PERCORSO
Il sentiero si snoda ad anello lungo i versanti del maggiore tra
i rilievi Euganei. Inizia presso Casa Marina, in località
Sotto Venda, nel Comune di Galzigano Terme; percorre un breve
tratto piano, lungo la strada per l’ex Rifugio Re del Venda
e imbocca, sulla destra, una rampa che porta all’inizio
dell’anello. La prima parte del percorso taglia il fianco
a levante del Venda prendendo dolcemente quota. Sul versante settentrionale
una breve salita porta a un bivio dove si può scegliere
tra un più breve percorso alternativo, che sale fino alle
rovine del Monastero degli Olivetani, e il percorso naturalistico
vero e proprio. Il tracciato principale prevede una rapida discesa,
sul versante nord, e prosegue per un tratto dolcemente ondulato
fino a poco oltre Casa Brombolina. Da qui si snoda sul fianco
nord occidentale e meridionale fino a raggiungere il versante
settentrionale del Venda. In prossimità del costone a sud-est
il tracciato inizia a scendere e in breve chiude l’anello
nelle vicinanze dell’ex Rifugio Re del Venda. L’ultimo
tatto scende per la rampa iniziale fino a Casa Lionello e raggiunge
in breve Casa Marina.
IL SENTIERO G.G. LORENZONI SUL MONTE VENDA
La partenza del sentiero naturalistico “G.G. Lorenzoni”
è presso Casa Marina in località Sottovenda, nel
Comune di Galzignano Terme. Percorso un breve tratto di strada
bianca, superata Casa Lionello, una rapida salita sulla destra
sale alle Fontane dove si incontra la Fontana Olivato, antica
fonte ancora attiva che conferisce al terreno marnoso circostante
un certo rado di umidità. Qui, dopo una pioggia o al crepuscolo,
tra le foglie si può scorgere il timido e innocuo orbettino
e nelle giornate umide primaverili o autunnali si può incontrare
la salamandra pezzata, anfibio dall’inconfondibile livrea
nera chiazzata di giallo. Il sentiero gira sotto un grande carpino
nero, sale su un ripiano ed entra in un castagneto luminoso con
roverella, ornello, carpino nero, acero campestre e montano, nocciolo,
corniolo e dal sottobosco ricco di una fioritura primaverile di
elleboro, dente di cane, polmonaria, anemone fegatella, viola,
stellaria gigaro, fragola ecc.
Proseguendo si trova uno slargo: si tratta di una piazzola di
una vecchia carbonaia dove in passato si trasformava la legna
fresca in carbone dolce o carbonella. Dopo un breve rettilineo
si giunge ad una sporgenza rocciosa dove, grazie ad una maggiore
esposizione solare, troviamo qualche esemplare tipico della macchia
mediterranea, quale cisto a foglie di salvia, ginestra, ditamo,
asparago pungente. Segue una breve rientranza e una nuova sporgenza
rocciosa. Da qui la stradina si abbassa e dopo aver superatro
un bel carpino bianco, troviamo un gruppo di ontani neri, specie
caratteristica dei luoghi umidi.
In questa zona vi era una carbonaia “il carbone dea busa
dei onari”.
Il sentiero prosegue leggermente in salita; superato un dosso
incontra un esemplare di faggio che nei Colli Euganei rappresenta
un relitto dell’epoca glaciale. Si alrga poi in una piazzola
sostenuta dai massi trachitici squadrati, anticipata da un grande
acero montano. Poco dopo inizia una breve salita sassosa. Si nota
in alto una massiccia roccia che sovrasta il bosco: è la
Pria de Scanavaca nel cui vallone sottostante hanno le loro tane
tassi, volpi e faine. Il bel castagneto termina presso un piccolo
scoglio di fine breccia riolitica lasciando il posto a una boscaglia
di robinia e sambuco. Il sentiero svolta a sinistra e passa nel
fresco e umido versante settentrionale. Proseguendo il sottobosco
diventa più ricco e vivace con abbondante presenza di dente
di cane, scilla silvestre, gigaro, anemone fegatella, polmonaria,
sigillo di Salomone, epicedio alino, aglio orsino e viola. Dopo
aver superato un bivio che scende a destra verso il Roccolo, al
culmine del poggio si svolta a sinistra. Inizia un breve e impegnativo
tratto in salita che conviene affrontare con calma osservando
i numerosi esemplari di faggio, pioppo tremolo e qualche raro
corbezzolo.
La salita porta sul fianco di un costone roccioso dove il sentiero
compie uno stretto tornante. Sopra la scarpata, ai piedi di un
faggio, su uno strato di muschio si estende una colonia di mirtillo
nero che assieme al faggio, all’epimedio alpino, al giglio
rosso e martagone fa parte delle specie alpine, considerate “relitti
glaciali”. Il sentiero, superato un crinale luminoso, sale
dolcemente, raggiunge una deviazione che in quindici minuti porta
ai ruderi degli Olivetani e prosegue in discesa. Il versante attraversato
è fortemente inclinato, esposto a nord e con un clima fresco.
Il bosco è formato da esemplari invecchiati di castagno
e da uno strato arbustivo composto da faggio, carpino biaco, sambuco
e nocciolo. Oltrepassate due panche si continua in discesa e,
dopo un tratto di sentiero lastricato in pietra, si sbuca sulla
strada militare che sale alla base aeronautica di Castelnuovo.
Si segue per un tratto la strada asfaltata fino al tornante, la
si abbandona proseguendo a destra lungo la stradina che porta
a “Casa Brombolina”. Per non attraversare il cortile
della fattoria, dopo la curva si imbocca la deviazione che scende
in un avvallamento, costeggia ampi prati e risale all’interno
di un boschetto di robinia riprendendo il tracciato originario;
in questa zona a maggio è possibile osservare il giglio
martagone.
Seguendo il perimetro della base militare si raggiunge la sommità
di un crinale detto il Carpanè. Qui la vegetazione è
quella tipica del castagneto microtermo, arricchita da qualche
faggio e da roveri. Il percorso sale e scende, riaccosta alla
zona militare e attraversata una valletta umida tappezzata da
aglio orsino, punta in salta. All’incrocio si prende a sinistra
e si continua a salire; superate due panchine dove è possibile
fermarsi per una breve pausa ed oltrepassato un fitto bosco, si
giunge sul ripiano sassoso del carbonile del corno per uscire
sullo spigolo luminoso dello spallone occidentale detto Corno
del Venda. Abbandonato il versane a condizioni climatiche submontane,
si passa alla solare atmosfera della facciata sud, ricca di essenze
mediterranee. Il tracciato riprende in salita e taglia in piano
il versante; la zona ha subito alcuni incendi che ne hanno distrutto
l’habitat originario. La vegetazione si sta riprendendo
attraverso piante pioniere e cespugliose tipiche della macchia
mediterranea.
Sotto l’antenna della Rai, all’ombra dei castagni
e roveri si trovano due panche dove ci si può fermare a
riposare e ad osservare il panorama. Da qui si possono apprezzare
gran parte dei Colli sud occidentali (Vendevolo, Versa, Lozzo,
Cinto, Rusta, Fasolo, Cero, Castello, Cecilia, Ricco, Rocca di
Monselice, Orbieso e Pentolone). Vista la tranquillità
della zona, nel periodo estivo è possibile incontrare l’upupa
e il rigogolo e da aprile si può sentire il canto del cuculo.
Non è raro vedere volteggiare la poiana, il gheppio e lo
sparviere. Ripreso il cammino, dopo una boscaglia di robinia si
entra in un bosco ricco di roverella, castagno, ciavardello, orniello
e si affianca nuovamente la recinzione dell’ex base militare.
Costeggiando un querceto termofilo si scende fino a incrociare
un tracciato più ampio che risale lo spallone a sud-est
proveniente dalle “Fontane”. Il tracciato ora scende
lungo la tagliata dell’elettrodotto e offre un bel colpo
d’occhio verso il borgo Val Cingolina; percorre tre tornanti
in rapida successione e incrocia la deviazione che sale ai ruderi
del monastero.
Qui imbocca il sentiero formato da gradini sostenuti da pali di
castagno e scende rapidamente fino alla “Fontana”
al lato dell’ex Rifugio Re del Venda. L’ultimo tratto
ripete in discesa la rampa iniziale fino a Casa Lionello e da
qui in breve si raggiunge Casa Marina da dove abbiamo iniziato
l’escursione.
In collaborazione con
ENTE REGIONALE PARCO COLLI EUGANEI.

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