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Home :: Percorsi a Piedi :: sentiero del monte rossoe castello di Rovolon - Colli Euganei


Ente Parco Colli Euganei IL SENTIERO DEL MONTE GRANDE E CASTELLO DI ROVOLON

Partenza: Teolo, Passo Fiorine.
Lunghezza: Km 4,2         Dislivello complessivo: 100 metri       Tempo medio percorr: 2 ore
Gradi di difficoltà
: nessuno. E’ percorribile da persone di qualsiasi età, con abbigliamento idoneo
e calzature di tipo escursionistico.
Stagioni più favorevoli: la primavera per la fioritura del sottobosco, l'autunno per i colori e la luce, l'estate per l'ombra ristoratrice. Durante la stagione invernale possono verificarsi gelate lungo il tratto esposto a nord.


NOTE SUL PERCORSO: Partendo da Passo Fiorine il sentiero si mantiene in quota nel primo tratto a nord. Sale quindi verso la cima del Monte Grande per poi ridiscendere al punto di partenza seguendo un circuito lungo piste forestali di facile percorribilità. Il percorso si snoda interamente all’interno di una formazione boscata caratterizzata dalla presenza di castagno; il bosco si apre in corrispondenza della cima offrendo un’ampia panoramica su tutti i Colli Euganei e sulla pianura veneta circostante. Sono possibili due deviazioni: la prima a nord scende verso l’abitato di Rovolon e i ruderi di un antico castello (lunghezza 900 m con dislivello di 170), la seconda a est scende in direzione di via Bettone (lunghezza 1750 m con dislivello di 185).

IL SENTIERO DEL MONTE GRANDE.
Il sentiero del Monte Grande, ripristinato dal Servizio Forestale regionale anche grazie ai finanziamenti dell’Ente Parco e censito con il numero 14 nel catasto del Parco Colli Euganei, è un itinerario di 4200 metri che per la mancanza di particolari difficoltà, il fondo battuto e il dislivello molto contenuto, risulta percorribile da persone di qualsiasi età. Partendo dal prato di fianco alla “Baita Fiorine” si scende leggermente lasciando alle spalle la diramazione verso l’abitato di Rovolon e si prosegue lungo una pista forestale che taglia il versante settentrionale a quota 325 metri. Questa si congiunge a est con la strada a tornanti scavata nella roccia che sale da via Bettone. Il primo tratto è caratterizzato dalla presenza del tipico castagneto dei substrati vulcanici con presenza sporadica di rovere, acero montano, carpino bianco e nero. L’attuale vegetazione deriva dalla tecnica colturale adottata fin dai tempi più remoti che ha allontanato le specie secondarie impropriamente considerate infestanti, a favore del castagno economicamente più remunerativo.
Inoltre il continuo succedersi degli incendi ha provocato il graduale impoverimento floristico del bosco a discapito delle specie più esigenti. A causa di ciò anche il faggio, specie molto rara sui Colli Euganei, presente nelle zone più elevate e fresche, sta scomparendo da questa formazione vegetazionale. Attualmente il bosco ceduo viene convertito all’altofusto e sulle superfici percorse da incendio è realizzato un intervento di ricostituzione che con tempi commisurati ai ritmi della natura andrà a riformare il popolamento originario. Lungo la pista sono presenti numerose opere realizzate con massi “ciclopici” per sostenere le scarpate soprattutto in corrispondenza degli impluvi naturali nei quali si raccoglie l’acqua piovana. In corrispondenza di una grande piazzola situata circa a metà di questo primo tratto di sentiero si possono osservare lungo il pendio a monte una serie di opere di ingegneria naturalistica realizzate in legno e pietra per contenere l’acqua che scendendo velocemente lungo il versante crea pericolo di solchi di erosione. Al bivio si inizia rapidamente a salire verso la cima del Monte Grande (476 m s.l.m.) caratterizzato dalla sagoma del radar meteorologico del Centro Sperimentale per l’Idrologia e la Meteorologia di Teolo.
Il sentiero ci conduce quindi lungo la dorsale del monte da dove lo sguardo spazia verso sud, abbracciando l’insieme dei Colli che, separati dai profondi solchi erosivi delle valli, convergono verso l’inconfondibile profilo del Monte Venda, il più alto degli Euganei (601 m). Lasciata la dorsale, il sentiero inizia a scendere lungo il versante meridionale, caratterizzato dalla presenza di vegetazione termofila. Frequentemente si incontrano piante di roverella e di ornello dominanti un sottobosco ricco di cisto, erica arborea e corbezzolo. Fermandosi ad osservare il profilo del terreno in corrispondenza della scarpata a monte del sentiero si nota la matrice rocciosa rachitica tipica del rilievo. A questo proposito nelle cave di pietra che caratterizzano l’immagine del versante questa specie da parte meridionale del Monte Grande sono presenti bellissimi esempi di fessurazione colonnare formatasi nella fase di raffreddamento del magma durante ‘Oligocene Inferiore (35-30 milioni di anni fa). Superato l’ultimo tornante che attraversa nuovamente un fresco bosco di castagno e rovere, il sentiero si apre sull’ampia radura del Parco Lieta Carraresi al limite della quale si può osservare il tipico bosco di robinia, specie introdotta in Eurpa agli inizi del secolo XVII che si diffonde con i caratteri di una vera e propria infestante all’interno di qualsiasi associazione vegetale.

IL CASTELLO DI ROVOLON.
Un’interessante deviazione dal sentiero conduce in discesa verso l’abitato di Rovolon ed ai ruderi di un antico castello medievale le cui prime notizie risalgono all’XI sec. Questo tratto di sentiero ripercorre all’estremità settentrionale l’antica via di scorrimento longitudinale che corre in quota per tutta la lunghezza del monte. Sotto il castello, sulla strada, si trova la pieve intitolata a San Giorgio, uno dei santi prediletti dalla nobiltà longobarda. Il castello di Rovolon nei secoli XI e XII era di proprietà della famiglia dei Maltraversi e aveva un’importante funzione di controllo del nodo territoriale tra Padova e Vicenza. Risultava già distrutto nel 1295 a seguito di lotte intestine tra le due città in un momento in cui il nascente comune di Padova aveva intrapreso una politica di controllo delle principali zone strategiche. Attualmente l’area risulta accessibile mediante un sentiero attrezzato, che si snoda attraverso i ruderi della cinta muraria fino alla torre, da dove si possono osservare le cromatiche geometrie della pianura sottostante.

In collaborazione con ENTE REGIONALE PARCO COLLI EUGANEI.

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Itinerario tratto da:
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