| L'escursione
parte dalla suggestiva valletta di Faedo e percorre antichi tracciati
tra il monte Brecale, Venda e Peraro. Il suolo è estesamente
coltivato a vigneti ed olivi, che producono vini di grande spessore.
Il bosco, per lo più di castagno è gestito a ceduo,
ma non mancano interessanti parcelle ben conservate.
Lunghezza 6.0 Km - Dislivello 95 m. - Tempo di percorrenza
medio ore 3,0. Difficoltà medio-facile.
P/A: partenza/arrivo
"Podere Villa Alessi".
Punto 1: paesaggio agro-forestale (SOSTA)
Punto 2: case Toniolo (SOSTA)
Punto 3: Cà Lustra e strada dea Otiva
Punto 4: "Podere Villa Alessi" (SOSTA)
La
partenza è dall'Azienda vitivinicola "Podere Villa
Alessi", dove dimorò Isidoro Alessi nel '700, storico
atestino e padre dell'archeologia
dei
"Veneti antichi". Fu lui a scoprire uno dei cippi di
confine tra l'agro atestino e quello patavino (quello del monte
Venda), più volte menzionati durante le nostre escursioni.
Si risale per la scalinata in trachite sino ad arrivare alla chiesa
di Faedo del 1818, che conserva tele più antiche, provenienti
dal monastero olivetano del Venda. La piccola frazione, composta
da case sparse, prende il nome dalle piante di faggio, che un
tempo dovevano abbondare. La valletta è ben conservata
ed è una distesa di vigneti ed oliveti su suolo marnoso.
Imbocchiamo via Brecale alta, dall'omonimo colle davanti a noi.
La percorriamo, tra castagneti che a tratti si fanno confusi ed
evolvono in querceti con cespugli di erica e cisto, a testimoniare
che qui il suolo è di origine riolitica. Stiamo aggirando
il colle, incontrando parcelle di bosco a ceduo ed estesi appezzamenti
coltivati ad uliveto. (SOSTA)
Giunti ad una casa con porticato, la aggiriamo sul retro, sempre
tra olivi, arrivando in via Forestana, che sale da Valnogaredo.
Continuiamo in salita, su sterrato, con il Venda (e le sue priare)
e il Baiamonte a chiudere la mirabile valletta del "buso
dea casara", l'antica fonte. Arriviamo così alle
storiche case Toniolo (SOSTA).
Scendiamo velocemente per via Pedevenda (così veniva indicata
nel medioevo l'area collinare euganea), sino all'asfalto di via
S. Pietro che porta al passo del Roverello. Svoltiamo a sinistra
e subito imbocchiamo la stradella che porta all'azienda Ce' Lustra.
Seguiamo il percorso dell'Alta Via dei Colli Euganei, sotto il
fianco del monte Peraro. Stiamo percorrendo la Strada dea
Otìva e passiamo per la Busa dei ladri, dove
un tempo il bandito detto Calustrìn vi nascondeva
il suo bottino. Più avanti incontriamo una fustaia di alberi
di castagno. Siamo in località Otiva, pianoro
coltivato posto tra il Calto dea Costa e il Calto
dea Baldansa. Da qui risaliamo alla chiesa di Faedo e, seguendo
la scalinata fatta all'andata, ai parcheggio del "Podere
Villa Alessi". (SOSTA)
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