FINANZIAMENTO REGIONALE PER LE ENERGIE
RINNOVABILI
Il Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto ha previsto
per il 2008 un finanziamento (azione n.3 della misura 311) per incentivare
la produzione di energia elettrica e/o termica (tra cui fotovoltaico
e biogas), nonché di biocarburanti da fonti rinnovabili. I beneficiari
sono gli imprenditori agricoli, la cui azienda ricade nel territorio
regionale. L'aiuto varia da un min del 25% ad un max del 45% della spesa
ammissibile, .... Per ulteriori informazioni: Marco
Picarella
|
Home
:: Energie Rinnovabili :: Il Solare Termico

Il Solare termico
Per solare termico s’intende
la tecnologia che permette di convertire la radiazione solare in energia
termica (calore). Le applicazioni di questa tecnologia sono la produzione
di acqua calda sanitaria e il riscaldamento ambientale. In quest’ultimo
caso va subito però detto che l’apporto al fabbisogno annuo
non può essere interamente coperto dal solare termico per cui
è indicato utilizzare questa tecnologia a integrazione di altre
tradizionali, come ad esempio caldaia a gas o lo scarsamente efficiente
scaldabagno elettrico. In linea generale si può affermare che
un impianto solare termico può soddisfare dal 50 al 60% il fabbisogno
termico di una unità abitativa.
Si tenga infine presente che per ottenere il massimo rendimento dal
solare termico, sarebbe più conveniente che l’impianto
di riscaldamento sia del tipo a pavimento, piuttosto che con radiatori
a parete.
Un’altra
applicazione del solare termico abbastanza diffusa è il riscaldamento
delle piscine, dato che in questi casi l’acqua deve avere una
temperatura (25-30 °C) facilmente raggiungibile con questa tecnologia.
Anche nelle strutture ricettive (alberghi, campeggi, agriturismi), soprattutto
se balneari o comunque attive particolarmente nel periodo estivo, il
solare termico può essere di grande convenienza in termini economici
ma anche sotto il profilo ambientale.
Il componente principale di un impianto solare termico è il
pannello, detto più propriamente collettore
solare, che è costituito essenzialmente da una
piastra nera assorbente, generalmente rivestita da un involucro protettivo.
All’interno del collettore scorre un fluido (aria, acqua o altro)
sulla base del quale si distinguono sistemi aperti e sistemi chiusi.
Nel primo caso si tratta del fluido stesso che si vuole scaldare, mentre
nel secondo è un fluido termovettore
che ha lo scopo di trasferire attraverso uno specifico circuito il calore
al fluido dell’impianto termo-idraulico.
Altro elemento dell’impianto è il bollitore
che raccoglie il fluido riscaldato dal collettore.
In funzione delle modalità di trasferimento del fluido all’interno
dell’impianto si hanno due sistemi: a circolazione naturale e
a circolazione forzata. Nel primo caso il bollitore è collocato
al disopra del collettore e sfrutta il fatto che il fluido caldo ha
una densità minore di quella del fluido freddo e tende quindi
naturalmente ad andare verso l’alto. Nella circolazione forzata
invece il bollitore si trova al disotto del collettore, generalmente
in un locale dell’edificio, e il fluido supera il dislivello grazie
ad una pompa; in questo caso le dispersioni termiche sono minori perché
il fluido risente meno delle condizioni climatiche. Si tratta quindi
di una soluzione più idonea nel Nord Italia.
Per ulteriori informazioni
puoi inviare
un'e-mail a Marco
Picarella o telefonare al 348 4748375.

|
|