|
 
Arquà Petrarca :: CAP 35032
Frazioni e località: Borgoforte
UN PO' DI STORIA: l’attuale nucleo abitativo di Arquà
è di chiara origine medievale, anche se non si può negare
una ipotetica continuità con epoche remote: sorto su di una probabile
linea difensiva che doveva esistere già in epoca barbarica e
collegante la Rocca di Monselice, centro della locale giurisdizione
politico amministrativa longobarda, con Valle S. Giorgio, Cinto
Euganeo e la fascia pianeggiante verso Vicenza, a ponente dei colli.
Che il territorio di Arquà fosse comunque abitato in periodo
venetico, ma soprattutto romano, appare dimostrato dai toponimi prediali,
derivanti dal nome del proprietario del fondo (Bignago da Bennius, Mercurana
da Mercurius), e dai reperti archeologici rinvenuti (cippi funerari,
frammenti fittili, monete imperiali, condutture per lo scarico dell’acqua).
Del resto sappiamo che anche i Romani non furono insensibili all’amentità
dei colli Euganei. C’è una tradizione che parla dell’esistenza
in Arquà, di un tempio dedicato al dio Apollo, innalzato proprio
sul Monte Castello, e forse non è del tutto una fantastica invenzione.
Il nome del paese, dal latino Arquatum
o Arquata volgarizzato poi in Arquada,
è di ipotetica coniazione medievale. Appare in un documento del
985 e ciò testimonia l’antichità del luogo e della
precisa destinazione, essendo chiamato castrum, castello. Il nucleo
originario è da collocare pertanto sull’altura detta Monte
Castello, a ricordo delle fortificazioni oggi scomparse; ai piedi e
a mezza costa della collina sorsero poi gli edifici per il culto, uno
votato a S. Maria e ricordato con l’importante titolo di pieve
nel 1026, l’altro della SS.Trinità e menzionato nel 1181.
A questo proposito va sottolineato che in origine queste erano chiese
matrici cioè che possedevano il fonte battesimale e proprio l’intitolazione
a S. Maria è segno, nella diocesi padovana; di primitività.
La località divenne feudo dei Marchesi d’Este entrò
successivamente nell’orbita politica di Padova, tanto che nel
1276 venne stabilito che il Podestà di Arquà fosse padovano
e avesse almeno 25 anni.
Elevata infine dalla signoria Carrarese al rango di vicaria, fu allora
che Arquà ebbe la ventura di ospitare il Petrarca e di accoglierne
le spoglie mortali. Da questo momento la sua storia è segnata
dalla presenza della tomba del poeta. Arquà al tempo del Petrarca
viene descritta, in un documento che si trova nel Museo Civico di Padova,
come: "vasti boschi di castagni, noci faggi, frassini, roveri coprivano
i pendii di Arquà, ma erano soprattutto la vite, l’olivo
e il mandorlo che contribuivano a creare il suggestivo e tipico paesaggio
arquatense". Una vegetazione e una pace che forse hanno richiamato
alla mente del poeta un’altra terra a lui cara, la Toscana, e
così si decise a stabilirsi in una casa decorosa che si distingueva
certamente dalle altre assai povere dei contadini e degli artigiani.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Edificata nell’XI secolo, venne ampliata e ristrutturata nel XVII
secolo, assumendo l’attuale aspetto. L’interno, ad una navata
con affreschi alle pareti, è arricchito da varie opere scultoree
e pittoriche tra le quali la tela dell’Assunta dipinta da Palma
il Giovane.
Tomba
del Petrarca
L’arca, in marmo rosso di Verona, è posta sul sagrato della
chiesa di S. Maria Assunta e custodisce dal 1380 le spoglie di Francesco
Petrarca, morto nel 1374. Il busto in bronzo del poeta venne collocato
nel 1457.
Oratorio della SS. Trinità
L’edificio originario risalente al XII secolo fu ampliato nel
XIV secolo; lo stile è semplice e ben conservato nella struttura
primitiva. Accanto all’oratorio si trova la Loggia dei Vicari,
dell’edificio originario restano un arco con il leone di San Marco
e gli stemmi dei Vicari succedutesi nell’amministrazione del territorio.
Ancora storia
di Arquà
Meteo ad Arquà Petrarca
Numeri utili
Ufficio
Turistico
tel.0429 777310
Proloco
tel.0429 777240
|
Casa
del Petrarca
tel.0429 718294
Municipio
Via San Marco, 1
tel.0429 718001 |
|
|